PNRR: Facciamo chiarezza

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La Segreteria Provinciale del Pd Biellese sabato 5 marzo, in collegamento telematico e con diretta Facebook ha incontrato l’On. Antonio Misiani, Responsabile Economia e Finanze della Segreteria Nazionale del Partito Democratico e rappresentanti locali dei vari attori, pubblici e privati, coinvolti nell’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il PNRR.

Sono intervenuti al dibattito oltre all’On. Misiani, Emanuele Ramella Pralungo, Presidente della Provincia di Biella, Dimitri Buzio, Presidente di Legacoop Piemonte e Gionata Pirali, Presidente di CNA Biella i quali hanno approfondito gli scenari che il Piano può dischiudere ai territori, come il nostro, rappresentando per gli stessi una indubbia opportunità di crescita e sviluppo.

I primi destinatari dei fondi del PNRR sono infatti i Comuni.
Dal confronto con il Presidente Ramella è emerso quanto sia necessario condividere le strategie; se nel breve periodo un singolo Comune può pensare di “aggredire” le linee di intervento del PNRR per proprie peculiari esigenze e necessità, nel lungo periodo diventa fondamentale realizzare una cabina di regia in grado di creare reti, collegamenti, collaborazioni e sinergie che consentano uno sviluppo complessivo, non particolare e limitato al singolo ente e/o territorio. Occorre dunque ragionare in termini di distretti e di quadranti perché solo in questo modo si riuscirà ad accedere al finanziamento di progetti fondamentali per il rilancio e lo sviluppo dei territori.

L’incontro, come ha spiegato nella sua introduzione il Segretario Rinaldo Chiola, si poneva un obiettivo molto chiaro: fornire ad amministratori, imprese e cittadini una bussola per orientarsi nel complesso panorama che ruota attorno al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”.
Il motivo è evidente. Le riforme previste dal piano coinvolgeranno economicamente gli Enti pubblici e le aziende italiane attraverso numerosi investimenti previsti per prossimi sei anni (dal 2021 fino al 2026). Tutte le imprese dovranno dunque essere in grado di comprenderne logiche e dinamiche per poter beneficiare delle risorse economiche stabilite.

L’on Misiani ha ben spiegato come il PNRR rappresenti un processo che inciderà nel profondo sugli assetti produttivi, sociali, istituzionali del Paese, negli ambiti di intervento delle 6 missioni previste dal Piano:

Il PNRR prevede un ampio spettro di investimenti e riforme a favore dei Comuni italiani, che vanno dal digitale al turismo, dal miglioramento dell’organizzazione interna agli interventi sociali. Gli obiettivi della Missione 1, dedicata a: “Digitalizzazione, Innovazione, Competitività e Cultura” sono dare un impulso decisivo al rilancio della competitività e della produttività dell’Italia. Si tratta di una sfida complessa, per la quale sarà necessario un intervento profondo, che agisca su più elementi chiave del nostro sistema economico: la connettività per cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni, una Pubblica Amministrazione moderna e la valorizzazione del patrimonio culturale e turistico, anche in funzione di promozione dell’immagine e del brand del Paese.

Il Piano a questi fini destina complessivamente ben 40,73 miliardi di euro, ripartiti in 3 aree di intervento:
– Digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella Pubblica Amministrazione (€9,75 mld). Di queste risorse 6 milioni di euro dovranno essere utilizzati per attuare la riforma così detta “orizzontale” della Pubblica amministrazione, a partire dalle amministrazioni locali, Province e Comuni.
– Digitalizzazione, innovazione e capacità di comunicazione del sistema produttivo (€ 23,89mld);
– Turismo e cultura 4.0 (€ 6,68mld).

Gli interventi della Missione 1 incideranno sulla Pubblica Amministrazione, sul sistema produttivo, sul turismo e sulla cultura. Sono molte, dunque, le opportunità che startup e imprese potranno sfruttare per migliorare la propria competitività e produttività.
Sono previste anche misure dedicate alla trasformazione delle piccole e medie imprese, tramite misure a supporto dei processi di internazionalizzazione (posizionamento del Made in Italy) e della competitività delle filiere industriali, con focus specifico su quelle più innovative e strategiche.

Obiettivi centrali sono il turismo e la cultura; con le risorse destinate dal PNRR l’obiettivo è quello di rilanciare i settori economici della cultura e del turismo, con la previsione di molti interventi rivolti ai protagonisti del settore turistico, come ad esempio attività culturali, ricreative, turistiche, commerciali, agroalimentari e artigianali.

Per quanto riguarda la MISSIONE 2 “RIVOLUZIONE VERDE E TRANSIZIONE ECOLOGICA”, il cui obiettivo dichiarato è quello di realizzare la transizione verde ed ecologica della società e dell’economia italiana, in conformità con il Green Deal europeo, è il capitolo di spesa con maggiore dotazione finanziaria al fine di rispondere al meglio agli obiettivi del contrasto ai cambiamenti climatici.

La Missione prevede investimenti per 59,7 miliardi di euro, ripartiti rispettivamente in 4 aree di intervento: 1. Agricoltura sostenibile, Economia circolare (€ 5,27mld).
2. Energia rinnovabile, idrogeno, rete e mobilità sostenibile (€ 23,78mld).
3. Efficienza energetica e riqualificazione degli edifici (€ 15,36mld).
4. Tutela del territorio e della risorsa idrica (€ 15,06mld).

Per raggiungere l’obiettivo della piena sostenibilità ambientale, sono previsti interventi volti a sviluppare una filiera agricola/alimentare smart e sostenibile, riducendo l’impatto ambientale tramite supply chain “verdi”.
Particolare attenzione è riservata alle filiere produttive con l’obiettivo di sviluppare una leadership nazionale industriale e di conoscenza nelle principali filiere della transizione.
Nel settore agricolo le risorse previste nel PNRR puntano all’ammodernamento dei macchinari agricoli al fine di ridurre le emissioni (con una specifica tipologia di contributo a fondo perduto) e all’utilizzo di tecnologie di agricoltura 4.0.
Sono previsti interventi per la riconversione e il miglioramento dell’efficienza degli impianti biogas agricoli e il potenziamento delle filiere in Italia nei settori fotovoltaico, eolico e batterie. Sono previste anche risorse a supporto di startup e venture capital attivi nella transizione ecologica, con l’introduzione di un fondo dedicato (Green Transition Fund, GFT).
Sono previste, inoltre, azioni volte al risparmio dei consumi di energia tramite l’efficientamento del patrimonio immobiliare (pubblico e privato) e iniziative per il contrasto al dissesto idrogeologico, la riforestazione, l’utilizzo efficiente dell’acqua e il miglioramento della qualità delle acque interne e marine.

Quali potranno essere gli effetti di questi interventi nel nostro Paese?
• Potenziamento riciclo dei rifiuti (+55% elettrici; +85% carta; +65% plastiche; +100% tessile);
• Riduzione delle perdite di acqua potabile sulle reti idriche;
• Ogni anno 50.000 edifici privati e pubblici più efficienti, per un totale di 20 milioni di metri quadrati;
• Sviluppo della ricerca e del sostegno dell’uso dell’idrogeno nell’industria dei trasporti

I Comuni potranno beneficiare delle risorse destinate da tale capitolo di spesa del Piano per la realizzazione di nuovi impianti di gestione rifiuti e per l’ammodernamento di quelli esistenti, per lo sviluppo di mobilità basata su veicoli elettrici (che rappresenta una rilevante opportunità di decarbonizzazione del settore dei trasporti), e per il rinnovo di flotte di bus e treni verdi. La Missione 3 del Piano dedicata a “Infrastrutture per una mobilità sostenibile” prevede lo stanziamento della maggior parte delle sue risorse per lo sviluppo di un’infrastruttura di trasporto moderna, sostenibile e distribuita sul territorio. Il miglioramento delle reti ferroviarie avrà impatti positivi anche sui servizi di trasporto delle merci, che diventeranno così più competitivi: faciliteranno le importazioni e le esportazioni e spingeranno le aziende a localizzare i loro siti di produzione e/o servizi vicino a nodi di trasporto efficienti. Incentivare lo sviluppo dei treni ad alta velocità significa anche ridurre i tempi di trasporto delle merci, con un conseguente aumento della capacità dei treni (ad esempio stando alle previsioni, la tratta Napoli-Bari sarà percorribile in 2 ore, rispetto alle attuali 3 ore e 30 minuti; questa riduzione di tempo della tratta porterà ad un aumento della capacità da 4 a 10 treni all’ora e un adeguamento delle prestazioni per consentire il transito dei treni merci di lunghezza fino a 750 m). La digitalizzazione dei sistemi logistici, inclusi quelli aeroportuali, avrà inoltre un ruolo rilevante nel rilancio di questi settori, grazie all’utilizzo di soluzioni tecnologiche innovative volte ad efficientare il sistema dei trasporti e a ridurne anche l’impatto ambientale.
La MISSIONE 5 dedicata a “INCLUSIONE SOCIALE” nella sua Componente 2 “infrastrutture sociali, famiglie, comunità e terzo settore”, prevede una serie di interventi e misure a favore delle famiglie, che dovranno essere attuati dai Ministeri e dai Comuni.
Secondo Dimitri Buzio, Presidente di Legacoop Piemonte, nell’ambito di questi interventi il ruolo della cooperazione sarà quello di realizzare processi di partecipazione sociale e imprenditoriale, piani di cooperazione integrati volti al miglioramento della qualità della vita e del lavoro, pari opportunità per soggetti disabili e per le persone in difficoltà mediante una politica attiva del valoro che sia anche inclusiva.
Inoltre sempre la MISSIONE 5 dedica alle “POLITICHE PER IL LAVORO” 6 miliardi di euro e di questi 400 milioni a favore della “Creazione di imprese femminili”; in considerazione della perdita di quasi 4mila imprese femminili nel 2020 rispetto al 2019 (fonte l’Osservatorio sull’imprenditoria femminile di Unioncamere e InfoCamere).
Per Gionata Pirali – Presidente di CNA Biella, la componente 1 “Politiche del lavoro e sostegno dell’occupazione” della MISSIONE 5, alla quale il PNRR destina 6,1 miliardi di euro, dovrà essere sfruttata per attuare politiche attive e per rafforzare “l’occupabilità” dei lavoratori effettivi e potenziali.
CNA Biella ha ad esempio di recente sottoscritto un Protocollo d’Intesa territoriale con le associazioni datoriali e le organizzazioni sindacali biellesi, con l’obiettivo di rispondere in modo efficace ai cambiamenti che il mercato del lavoro ha subito, anche a causa del Covid-19. Questo Protocollo rappresentato uno strumento territoriale per rispondere alla crisi causata dalla pandemia e per attuare una pianificazione organica dei bisogni del territorio tra i vari attori sociali.

Per quanto riguarda l’ambito sanitario, l’emergenza pandemica ha con forza riportato l’attenzione sul valore della salute, sull’importanza della sanità pubblica intesa come bene pubblico fondamentale e della valenza macro-economica dei servizi sanitari pubblici. Gli obiettivi principali che devono porsi le risorse economiche stanziate dal PNRR nella Missione dedicata alla salute (in totale 15,63 miliardi di euro, di cui 7 nell’ambito di intervento riguardante Reti di prossimità, strutture e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale e 8,63 miliardi per Innovazione, ricerca e digitalizzazione del servizio sanitario nazionale) è quello di rafforzare le prestazioni erogate sul territorio, attraverso la creazione di strutture e presidi territoriali (come le Case della Comunità e gli Ospedali di Comunità), ma anche di potenziare l’assistenza domiciliare, ammodernare le strutture tecnologiche e digitali esistenti e promuovere la ricerca scientifica. Ci si è chiesti se le imprese private potranno in qualche modo inserirsi i questi progetti di intervento. La risposta è stata che le PMI potranno certamente essere interessate dal momento che all’interno della Missione sono previsti finanziamenti riguardanti progetti di ammodernamento delle strumentazioni tecnologiche e digitali ospedaliere. Il Piano prevede infatti l’acquisto di nuove grandi apparecchiature ad alto contenuto tecnologico (TAC, risonanze magnetiche, acceleratori lineari, sistema radiologico fisso, angiografi, gamma camera, mammografi, ecotomografi). Si tratta dunque di un’opportunità anche per le imprese fornitrici, con una scadenza ravvicinata dal momento che la pubblicazione delle procedure di gara e la stipula dei contratti con i fornitori è prevista entro il 2022. Saranno inoltre finanziati progetti Proof of Concept (PoC) che puntano a ridurre il gap fra i risultati del settore della ricerca scientifica e quello dell’applicazione per scopi industriali.