8 febbraio: giornata dedicata alle vittime della tratta

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La tratta di esseri umani è un fenomeno che nel continente europeo riguarda migliaia di persone, prevalentemente donne e minori, per la maggior parte provenienti da paesi terzi e per il 46% dei casi sottoposto a sfruttamento sessuale. Secondo le Nazioni Unite, la prostituzione è la forma più diffusa di sfruttamento. Dal protocollo delle Nazioni Unite si parla di tratta quando troviamo: “reclutamento, trasporto, trasferimento, alloggiamento o accoglienza di persone attraverso la minaccia di ricorrere alla forza, o con l’uso effettivo della forza o di altre forme di coercizione, mediante il rapimento, la frode, l’inganno, l’abuso di autorità o una situazione di vulnerabilità, o con l’offerta o l’accettazione di pagamenti o di vantaggi al fine di ottenere il consenso di una persona avente autorità su di un’altra ai fini dello sfruttamento. Lo sfruttamento include, come minimo, lo sfruttamento della prostituzione di altre persone, o altre forme di sfruttamento sessuale, lavori o servizi forzati, schiavismo o prassi affini allo schiavismo, servitù o prelievo di organi” In Italia il fenomeno riguarda prevalentemente donne nigeriane reclutate a Benin City, nello Stato di Edo, considerata ormai la capitale del traffico di esseri umani, dove la tratta è diventata un fenomeno strutturale ed endemico. Sono state scritte numerose pagine sullo sfruttamento delle donne nigeriane in Europa, ma anche nei paesi dell’Africa orientale la tratta delle donne è una piaga e una minaccia. A rendere ancora più drammatico il fenomeno è il fatto che vittime della tratta e dello sfruttamento sono soprattutto i bambini: i minori, in Kenya, finiscono nella rete delle organizzazioni criminali che li costringono, perlopiù nelle località turistiche balneari, a prostituirsi, mendicare e lavorare come servitù sottopagata nelle case dei ricchi possidenti locali, dove spesso subiscono maltrattamenti e abusi. Inoltre negli ultimi due anni la pandemia sta avendo ripercussioni preoccupanti su questo fenomeno poiché rende le vittime ancora più vulnerabili e più nascoste: sono state più volte segnalate le difficoltà riscontrate nelle segnalazioni e nei ritardi di identificazione che compromettono seriamente l’accesso delle vittime ad un alloggio sicuro, all’assistenza sanitaria e al sostegno di cui hanno estremamente bisogno, mettendole al contempo a rischio di ulteriori abusi. Naturalmente questo favorisce i trafficanti che approfittano della situazione, sfruttando anche la precaria situazione finanziaria di molte delle loro vittime. In ultimo, mentre le autorità segnalano un aumento dello sfruttamento sessuale e delle attività criminali online, le risorse limitate e i ritardi del sistema giudiziario stanno vanificando gli sforzi fatti per condannare i trafficanti, rendere giustizia alle vittime e risarcirle.