25 Novembre – Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

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Il 25 novembre è stata istituita la giornata internazionale  per l’eliminazione delle violenze contro le donne.

La Ricorrenza ha origine dalla uccisione, proprio il  25 novembre del 1960, delle tre sorelle Mirabal, trucidate dagli agenti del Dittatore Rafael Leonidas Trujillo a Santo Domingo perché lottavano in prima persona per i Diritti delle donne.

Sempre  Il 25 novembre del 1981 avvenne il primo incontro Internazionale femminista latinoamericano dove, le donne, iniziarono a denunciare gli abusi di genere che subivano ed ancora subiscono sia a livello domestico che come soprusi, dallo stupro alle molestie sessuali, dalle torture fino alla  reclusione per ribellione e per motivi politici.( assistiamo ancora oggi  in tutto il mondo ed in Europa a tutto questo) 

Nel 1999 l’ONU ha reso il 25 novembre una giornata internazionale.


Ogni anno nel mese di novembre, non solo più il 25, si organizzano attività volte a sensibilizzare l’opinione pubblica, gli studenti, gli insegnanti su una delle più devastanti violazioni dei Diritti umani.

Questo non basta nonostante tutto quello che viene svolto ancora nel  2021, assistiamo ad una devastazione. Con il 42% di omicidi di donne sul totale degli omicidi, 85% dei quali commessi in ambito familiare/affettivo. 

Da gennaio ad oggi i casi di femminicidio in ambito familiare e affettivo in Italia sono stati più di 109… una donna ogni 3 giorni. Invertendo il trend “positivo ” raggiunto negli ultimi anni in cui le donne vittime di femminicidio erano in numero inferiore. Come ogni anno noi ricorderemo i loro volti, i loro nomi, ci indigneremo, chiederemo un cambio di passo e leggi più severe.

Non basta , ancora non basta. La famiglia uccide più della criminalità e delle mafie!!!


Purtroppo molte  violenze non sono denunciate. C’è un sommerso che non è determinato solo dalla vittima ma anche da chi sapeva e non ha parlato. Bisognerebbe avere chiaro che il silenzio è una grave  responsabilità perché tutti noi  possiamo fare la differenza. Purtroppo spesso assistiamo a stereotipi, pregiudizi, moralismi anche in chi deve giudicare e questa è una grave responsabilità del sistema giuridico.

Non è solo gelosia è possesso.

Non servono pene più severe ma educazione al rispetto, alla differenza come valore, serve formazione in famiglia, nella scuola, nelle forze dell’ordine, per i magistrati, gli avvocati. Serve una inversione di rotta anche per le pene, chi denuncia deve essere tutelata ma non spostandola in altro luogo ma spostando l’autore del reato in casa di reclusione con  un lavoro terapeutico di riabilitazione , serve un supporto psicologico  sia alla donna che all’uomo perché entrambi devono essere aiutati altrimenti ripeteranno all’infinito  la stessa situazione…

In una società patriarcale come la nostra il lavoro è sempre lungo e difficile e solo insieme potremo scardinare questo periodo oscurantista

“Ho giurato di non stare mai in silenzio, in qualunque luogo ed in qualunque
situazione in cui degli esseri umani siano costretti a subire sofferenze ed
umiliazioni. Dobbiamo sempre schierarci. La neutralità favorisce l’oppressore, mai
la vittima. Il silenzio aiuta il carnefice, mai il torturato.”

(Èlie Wiesel)

Per chi sia interessato lasciamo il link al video realizzato dal gruppo Democratiche Biellesi